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Prostata ingrossata: sintomi e cure

L'ipertrofia prostatica benigna è la causa più comune dei disturbi urinari dell'uomo che invecchia. È benigna, e oggi si cura bene.

A cura del Dott. Davide Giraudo · Urologia · Andrologia

Con l'età la prostata tende a ingrossarsi: è un fenomeno naturale che prende il nome di ipertrofia (o iperplasia) prostatica benigna. La parola chiave è benigna: non è un tumore e non lo diventa. Può però comprimere l'uretra e ostacolare lo svuotamento della vescica, dando i tipici disturbi urinari.

Perché la prostata si ingrossa

La prostata è una ghiandola che circonda il primo tratto dell'uretra. A partire dai 50 anni, per fattori ormonali legati all'invecchiamento, il suo tessuto può aumentare di volume. È un processo molto frequente: interessa la maggioranza degli uomini oltre i 60 anni, con intensità dei sintomi molto variabile da persona a persona.

I sintomi da riconoscere

I disturbi urinari (in gergo medico "LUTS") possono comparire in modi diversi:

  • getto urinario debole, esitazione a iniziare la minzione, sforzo per urinare;
  • necessità di urinare spesso, anche di notte (nicturia);
  • urgenza improvvisa, a volte difficile da trattenere;
  • sensazione di svuotamento incompleto e gocciolamento finale.

La gravità dei sintomi non è sempre proporzionale al volume della prostata: anche ghiandole non enormi possono dare fastidi importanti, e viceversa.

Quando è il momento di una visita

Vale la pena rivolgersi all'urologo quando i disturbi peggiorano la qualità della vita o il sonno, oppure in presenza di segnali da non trascurare: sangue nelle urine, infezioni urinarie ricorrenti, impossibilità improvvisa di urinare (ritenzione acuta). La visita serve anche a distinguere l'ipertrofia benigna da altre condizioni e a controllare la salute della prostata nel suo complesso.

Come si arriva alla diagnosi

Il percorso è semplice e non invasivo: visita con esplorazione della prostata, dosaggio del PSA, esame delle urine, ecografia dell'apparato urinario con misura del residuo dopo la minzione e, quando utile, l'uroflussometria che misura il getto. Questi dati permettono di capire quanto la prostata stia realmente ostacolando lo svuotamento.

Le cure disponibili oggi

Il trattamento è graduale e su misura:

  1. Abitudini e controllo: nei casi lievi bastano alcuni accorgimenti (gestione dei liquidi la sera, riduzione di caffeina e alcol) e controlli periodici.
  2. Terapia farmacologica: esistono farmaci efficaci che rilassano il collo vescicale o riducono il volume della ghiandola, spesso risolutivi per anni.
  3. Chirurgia mini-invasiva: quando i farmaci non bastano o compaiono complicanze, si interviene per liberare il canale urinario. La HoLEP, tecnica laser di cui mi occupo, rimuove il tessuto ostruente senza tagli esterni, è efficace anche sulle prostate voluminose e comporta meno sanguinamento e un recupero rapido. Per le ghiandole molto grandi è possibile anche la chirurgia robotica.

L'obiettivo è restituire un buon svuotamento e togliere i fastidi, scegliendo l'opzione meno invasiva adatta al singolo caso.

Un punto importante

L'ipertrofia prostatica benigna e il tumore della prostata sono due cose distinte, ma possono coesistere. Per questo la visita valuta sempre entrambi gli aspetti: trattare i disturbi urinari non sostituisce il controllo della salute prostatica.

Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica.

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